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Parola d'ordine: biologico, la nuova risorsa dell'Italia

L’Italia ai primi posti per la produzione e l’esportazione di prodotti bio, la riscoperta di un settore

Il biologico in Italia è un mondo tutto in espansione, i numeri parlano chiaro: dal 2013 al 2016 il numero di aziende biologiche in Italia è aumentato del 40%, posizionandosi come primo paese per crescita nel bio in tutta Europa.

Ma la vera svolta arriva nel 2017: boom di vendita di prodotti biologici: +16,6% nella grande distribuzione (con un giro d’affari di 1 miliardo e 451 milioni) ed un esponenziale aumento del numero di famiglie che nell’ultimo anno ha acquistato prodotti bio: il 78% delle famiglie italiane (un milione in più rispetto all’anno precedente), di cui il 25% con cadenza settimanale. La cifra raggiunta nell’ultimo anno è di 3,5 miliardi nel mercato domestico (+15% rispetto al 2016). Anche l’export non le manda a dire e segna ben 2 miliardi nell’ultimo anno.

Zanoni, presidente di Assobio, spiega che la ricerca del biologico è la conseguenza, positiva ed inevitabile, dei fattori esterni degli ultimi anni: la crescita della sensibilità per quanto riguarda le problematiche ambientali e, di conseguenza, della consapevolezza che le proprie scelte possano incidere sulle condizioni dell’ambiente ed un aumento della necessità di “ritorno alla sostanza”, che ha portato la popolazione a rinunciare ai prodotti senza fronzoli preferendo di gran lunga il rapporto qualità/prezzo.

La sensibilità sociale ha colpito anche altri settori, come il segmento baby. C’è maggiore attenzione ai bambini rispetto ad un tempo, specialmente sulla loro alimentazione, continua Zannoni, attenzione che deriva sia dai genitori che dai pediatri.

A giocare a favore del biologico sono anche le normative europee: la crescita dell’export degli ultimi anni ha portato gli agricoltori a dover incrementare le tecniche in linea con quelle richieste dalla comunità europea, specialmente in vista del nuovo regolamento che sarà in vigore dal 2021. Quindi addio ad organismi OGM, pesticidi all’interno del ciclo produttivo e ad un numero spropositato di additivi. Il biologico tricolore sta spopolando, infatti. I clienti di maggiore spicco sono Germania (40% del nostro export), Usa e Cina, la quale è attualmente alla ricerca di uno stile di vita sano e controllato, alla luce soprattutto degli ultimi scandali alimentari che l’hanno colpita.

I tristi risultati delle ultime ricerche sulla condizione dell’ambiente (oltre il 60% delle acque superficiali ed oltre il 30% di quelle sotterranee contaminate) causati dall’eccessivo uso di pesticidi hanno ancora di più fatto aprire gli occhi su quanto l’agricoltura tradizionale influisca sul tasso di inquinamento e su quanto sia, ormai, insostenibile. 70,5 kg di pesticidi immessi nell’ambiente per ogni italiano, risultati che vanno contro l’emergente bisogno di genuinità e chiarezza dei consumatori e che non possiamo più permetterci di ottenere.

Questo il pensiero di Zanoni, che intende dare anche un freno a questa “corsa al ribasso” cercando di sbaragliare la concorrenza con il prezzo più basso a scapito della qualità. Il prezzo troppo basso, commenta il presidente di Assobio, è il motivo per il quale l’agricoltura italiana è caduta nello sfruttamento rimanendoci intrappolata. La filosofia del bio, invece, vuole proprio abbattere questo pensiero creando un’ottica di commercio equo e solidale. Ed è proprio per questo che Assobio ha lavorato alla stesura della proposta di legge sull’agricoltura biologica.

Secondo i dati del ministero delle Politiche Agricole le aziende che producono biologico sono quelle che presentano, ai controlli, meno irregolarità, oltre a rappresentare il settore in Italia con maggiori potenziali di crescita: circa il 20% su base annua per quanto riguarda operatori e superfici coltivate. La conferma arriva anche da società di compravendita di immobili aziendali, come la Cogefim, che vedono crescere sempre di più le richieste in questo settore.

La crescita si concentra soprattutto nelle regioni del centro-sud.

Non mancano, per queste nuove realtà, incentivi e sostegno da parte di associazioni adhoc, come FederBio, che ha lo scopo di offire servizi alle imprese ed assistere i professionisti, creata con il sostegno della stessa Assobio, la quale ha in corso progetti su sicurezza e garanzie sia a livello nazionale che internazionale. Perché lo scopo è quello di formare, di dare vita ad un settore sempre più qualificato e formato da persone sempre più competenti, per avere la certezza di essere sempre pronti ad innovarsi e crescere nel migliore dei modi.

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